Chiellini: “L'anarchia nella Juve non porta a niente“

Chiellini: “L'anarchia nella Juve non porta a niente“

TORINO - Il 2-1 del Sassuolo incassato in casa ha allargato la crisi della Juve, in ritardo in campionato rispetto alle altre big. Mancano vittorie, gol e prestazioni, Allegri dovrà lavorare su tutto questo. Ma dai momenti bui si può ripartire, lo sa bene Chiellini che da capitano indica la via: “Le difficoltà bisogna saperle analizzare con equilibrio e saperle riconoscere. Poi bisogna cercare le soluzioni: si può superare un momento difficile, ma CI VUOLE UNIONE ALL’INTERNO DI UN GRUPPO DI LAVORO. Servono sempre equilibrio e lucidità nell’analizzare le situazioni e poi trovare le soluzioni. Se un gruppo di lavoro condivide ed è convinto di quello che sta facendo, anche se l’idea non è del tutto corretta, poi la porta in porto. Se l’idea è corretta ma il gruppo di lavoro non è convinto di portarla avanti, non potrà essere vincente” ha spiegato in una diretta su LinkedIn. [“Sassuolo di corto muso”: tutte le ironie dei social dopo la sconfitta della Juve] Guarda la gallery “Sassuolo di corto muso”: tutte le ironie dei social dopo la sconfitta della Juve

CHIELLINI: “LEGROTTAGLIE MIO MENTORE”

“Di mentori ne ho avuti tanti. Calcisticamente e tecnicamente due che mi vengono in mente sono CANNAVARO E LEGROTTAGLIE. Fabio è stato uno dei difensori più grandi della storia italiana, quando giocavamo insieme ho cercato ogni giorno di rubare tutto quello che potevo. Legrottaglie invece è stato il mio primo vero partner difensivo, mi ha insegnato tanto: grazie a lui ho capito che questo potesse essere il mio ruolo ideale. Poi c’è GIGI BUFFON, È STATO UN FRATELLO MAGGIORE per me ed il mio capitano per tanti anni nella Juventus e in Nazionale. Gigi ha sempre saputo trovare le parole giuste nel momento giusto: non è una dote semplice, non si costruisce, ma è qualcosa di magico che ha sempre avuto”.

CHIELLINI: “L’ANARCHIA NON PORTA A NIENTE”

“Come si fa ad avere una squadra coesa? Con le regole e le gerarchie: siamo 25 e tutti sullo stesso livello. Ma abbiamo gerarchie diverse che dettano la strada da seguire. L’ANARCHIA NON HA MAI PORTATO DA NESSUNA PARTE. Io in primis in passato ho sbagliato ad andare oltre quelle che erano le mie competenze e si sono creati problemi. La ricerca di un OBIETTIVO COMUNE RIESCE A DARE COMUNQUE RISALTO AI SINGOLI”.

CHIELLINI E IL CONFRONTO CON BUFFON

“Prima di tutto ognuno deve essere se stesso, non si può copiare anche se faccio un esempio con BUFFON, NON SARÒ MAI COME LUI. Provare a copiarlo toglie leadership e credibilità. Quello che si fa, lo si fa tutti i giorni, dando l’esempio agli altri. La cosa principale è essere se stessi: non tutti possono esserlo ma non vuol dire che non puoi essere importante. All’interno delle gerarchie, ognuno è importante. Porta qualcosa di diverso, altrimenti il gruppo non è così forte. C’è chi è più in vista, chi meno, ma sono comunque importanti. Penso a una squadra: siamo 25, multiculturali, età e luoghi diversi, oltre agli status sociali, siamo un miscuglio difficile da unire ed È IMPORTANTE IL CAPOCANNONIERE COME IL TERZO PORTIERE. Quello che gioca 10 partite e chi gioca 40. Trovare un equilibrio è fondamentale, bisogna dare qualcosa per aiutare la squadra” ha concluso Chiellini.

Fonte: https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/juve/2021/10/28-86629114/chiellini_l_anarchia_nella_juve_non_porta_a_niente_/

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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